fiammiferi

Fiammiferi: I migliori a confronto

Scopri i migliori accendifuoco secondo i consumatori

Fiammiferi: I migliori a confronto

Scopri i migliori accendifuoco secondo i consumatori


il fiammifero fa parte del nostro immaginario per quello che riguarda l’uso in cucina oppure lo splendido calore che danno i caminetti. La sua storia è relativamente giovane visto che nei primi anni del 1800 un chimico inglese di nome John Walker perfezionò questo semplice ma geniale strumento per accendere in tempo rapido il fuoco.

La produzione consiste nel creare un piccolo bastoncino di legno sulla cui estremità viene creata una testina rotonda ricoperta di clorato di potassio e solfuro di antimonio che dopo il contatto con una superficie ruvida si accende. La fiamma generata ha una durata di pochi secondi. Atta ad entrare in contatto con materiali ad alta infiammabilità come la carta oppure nel caso dei fornelli, con il gas sprigionato. Le prime versioni dei fiammiferi tuttavia dovevano essere ancora perfezionate visto che potevano avere delle reazioni tossiche per l’uomo oppure non garantire il controllo della fiamma sviluppata.

Quale fiammiferi scegliere?


La messa in sicurezza di questo piccolo dispositivo va riconosciuta al popolo che ne ha sottolineato l’importanza commerciale in tutto il mondo vero la Svezia. Con una miscela di vetro polverizzato e fosforo rosso, la testina del fiammifero garantiva una fiamma controllata che non bruciava lo stelo in legno bensì manteneva la posizione della fiamma solo nella parte superiore. Per molto tempo gli svedesi ebbero un vero e proprio monopolio a livello mondiale sulla produzione distribuzione dei fiammiferi. Una volta visto il volume di affari enorme che quest’ultima sviluppava vendettero il proprio brevetto a grandi aziende francesi ed inglesi. Per arrivare sino ai giorni nostri con una dimensione di mercato che ha raggiunto proporzioni globali.

Per quel che concerne l’Italia, la regione che pose in essere i primi stabilimenti di produzione si trovava a Moncalieri in Piemonte dove già nel 1896 si producevano quasi 400.000 scatole al giorno garantendo una fetta d’affari assolutamente rilevante per la giovane nazione nata da appena 30 anni. Come spesso accade il tempo e le innovazioni progettuali crearono varie tipologie di fiammiferi per utilizzi diversi.

Le differenze sono soprattutto nell’utilizzo finale ovvero creare dimensioni ad hoc a seconda dell’uso. Facciamo l’esempio dei fiammiferi per accendere il forno oppure il caminetto. In questo caso lo stelo arriva ad essere anche quattro volte più lungo e più spesso della classica dimensione del fiammifero. Tutto ciò è stato pensato per permettere di non scottarsi una volta che la testina si incendia a contatto con fiamme molto più voluminose di quelle che possono essere proprie dei fornelli da cucina. Andiamo a vedere quali sono le tipologie di fiammifero maggiormente vendute online.

Le 5 tipologie di fiammifero più vendute


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Home&Design: Usi i fiammiferi o preferisci gli accendini?